VISITA AD AUSCHWITZ-BIRKENAU

“Non mandate i figli in gita ai campi di sterminio. Lì si va in pellegrinaggio. Sono posti da visitare con gli occhi bassi, meglio in inverno con vestiti leggeri, senza mangiare il giorno prima, avendo fame per qualche ora.”

LILIANA SEGRE

E’ sempre complicato raccontare un’esperienza del genere: sono giorni che apro il pc per scrivere e faccio fatica a trovare le parole, abilità che in genere non mi manca. Ho voluto cominciare con questa citazione di Liliana Segre perchè ben racchiude il sentimento e l’attitudine con cui ogni visitatore dovrebbe approcciarsi al memoriale di Auschwitz. Pellegrinaggio, silenzio, rispetto, volontà di conoscere e approfondire, ancora una volta, non basta mai. Commozione, lacrime. Il rischio di assuefazione a certi orrori al giorno d’oggi è alto: il male che continuiamo a vedere tutti i giorni sembra dimostrarci che l’uomo in fondo non ha imparato nulla, probabilmente in parte è vero. Ma credo che ogni persona che decide di visitare Auschwitz abbia in sé la volontà di ricordare, anche un pò di soffrire, ma per una buona ragione: rappresentare quella parte di umanità che vuole un mondo migliore, più giusto. Ognuno nel suo piccolo. Sembra poco ma non lo è. Anche questa storia purtroppo ci dimostra quanto l’indifferenza di chi pensava di non avere voce in capitolo abbia permesso tutto questo, alimentandolo con il proprio silenzio. Continuiamo a visitare questi posti, invitiamo le persone vicino a noi a farlo. Visitiamoli nel modo corretto, senza superficialità e pregiudizio e facciamo la nostra parte, perchè ognuno di noi può fare qualcosa, affinché certe cose non avvengano più.

Dopo questa personale ma doverosa premessa sono qui a raccontarvi come si può strutturare la visita ad Auschwitz, dall’aspetto logistico (come raggiungere il sito) fino alle modalità di visita possibili. Considerate di poter visitare il campo in tre differenti modi: in autonomia, con una guida o tramite un tour organizzato. Tutte e tre le opzioni hanno pregi e difetti, li vedremo nel dettaglio più avanti

Consideriamo come punto di partenza Cracovia, di cui vi abbiamo parlato nella sezione dedicata alla Polonia (cliccate qui per leggere gli articoli), la città più vicina al Memoriale di Auschwitz.

Nella vostra pianificazione di viaggio considerate di dedicare a questa visita l’intera giornata, sia peer una questione logistica (Auschwitz dista 66 km da Cracovia) sia per la durata stessa della visita. Datevi poi del tempo per metabolizzare ciò che vedrete e vivrete quel giorno.

INFORMAZIONI DI BASE

DOVE SI TROVA AUSCHWITZ

Il Museo si trova alla periferia della città di Oświęcim, sulla strada provinciale n. 933, a circa 70 km da Cracovia. Il Centro Servizi per i Visitatori si trova in via Więźniów Oświęcimia 55. Si consiglia di entrare in questa strada da via Legionów (DW 933).

Il campo di Auschwitz è formato da due campi distinti: Auschwitz I, più piccolo e meglio conservato. All’interno dei suoi “blocchi” troverete il Museo con tanti racconti e testimonianze materiali che ricostruiscono, ahinoi, molto bene, la vita nel campo e gli orrori che vennero commessi. Auschwitz II (Birkenau) è più esteso e all’apparenza più spoglio: questo è il campo di sterminio vero e proprio, dove fu attuata la Soluzione Finale e dove persero la vita più di un milione di persone.

I due campi distano circa 3 km di distanza l’uno dall’altro. Se vi muovete con un tour organizzato questo per voi non sarà un problema. In caso di visita in autonomia sappiate che esiste un servizio di navette gratuite che porta i visitatori da un campo all’altro. In alternativa ci si può spostare a piedi (ci vorranno circa 40 minuti).

COME ARRIVARE AD AUSCHWITZ

Ci sono diversi modi per arrivare da Cracovia a Oswiecim. Vediamoli nel dettaglio.

Ci sono diversi treni che collegano Cracovia a Oswiecim. La stazione, tuttavia, dista circa 2 km dai campi: in estate si possono raggiungere a piedi, in inverno è un pò più complicato. Si possono utilizzare i bus o i taxi. Vi lasciamo qui gli orari dei treni.

Non è la nostra alternativa preferita, sia per una questione di tempi sia per comodità, ma ve la segnaliamo.

L’autobus è mezzo di trasporto più economico per raggiungere Auschwitz ed è più comodo del treno perché la fermata è proprio di fronte all’ingresso del campo.

Troverete diverse compagnie che partono dalla stazione centrale degli autobus di Cracovia (18 Bosacka Street, vicino alla stazione dei treni) ed effettuano questa corsa in circa 90/100 minuti. I biglietti si acquistano direttamente a bordo o direttamente in stazione. Qui trovate gli orari dei bus da Cracovia ad Auschwitz.

Sempre dalla stazione di Cracovia potete utilizzare la compagnia Lajkonik che effettua diverse corse giornaliere.

In alternativa potete prenotare lo shuttle navetta per Auschwitz, comodo e con soli 5 euro. Qui se volete prenotarlo.

Se siete in auto, considerate circa 1 ora per arrivare da Cracovia ad Auschwitz-Birkenau. Vicino ai campi sono presenti numerosi parcheggi.

Da Cracovia sconsigliamo invece i taxi: data la distanza il costo può arrivare fino a 50/60 euro a tratta.

Ci sono tantissimi tour che organizzano la visita di Auschwitz con partenza da Cracovia. In questo caso non dovrete preoccuparvi di nulla se non raggiungere il luogo di incontro: generalmente ce ne sono diversi in città e al momento della prenotazione potrete scegliere quello più vicino al vostro albergo.

ORARI, BIGLIETTI E PREZZI

Il Museo è aperto tutto l’anno, sette giorni su sette, tranne il 1° gennaio, il 25 dicembre e la domenica di Pasqua. È possibile iniziare la visita nei seguenti orari:

7:30 – 14:00 dicembre
7:30 – 15:00 gennaio, novembre
7:30 – 16:00 febbraio
7:30 – 17:00 marzo, ottobre
7:30 – 18:00 aprile, maggio, settembre
7:30 – 19:00 giugno, luglio, agosto

Questi sono gli orari di ingresso al Museo. I visitatori possono rimanere sul sito del Museo fino a 90 minuti dopo l’ultimo orario d’ingresso (ad es. 17.30 a febbraio o 20.30 a luglio).

Per entrare nel Memoriale di Auschwitz tutti i visitatori, anche quelli che utilizzano i tour organizzati, devono avere con sé il pass d’ingresso personalizzato e un documento d’identità.

Ogni anno il campo di Auschwitz è visitato da circa 3 milioni di persone, per questo è opportuno prenotare i biglietti con molto anticipo. Sul sito potete acquistarli da 3 mesi fino a 5 giorni prima della data scelta per la visita.

Come abbiamo detto in precedenza l’ingresso al campo è gratuito, ma c’è la possibilità di effettuare delle visite guidate, in questo caso sarà necessario pagare la guida/educatore.

Il costo varia a seconda della visita che scegliete e ognuna di esse comprende visite ad Auschwitz I e Auschwitz II-Birkenau:

  • Visite generali ( durata 2,5 h)
  • Visite generali (durata 3,5 h)
  • Visite guidate per visitatori individuali (durata 3,5 h)
  • Visite di studio di un giorno (durata 6 h)
  • Visite di studio di due giorni (durata 2×4 h)

Trovate i prezzi per le guide qui.

A causa dell’elevato numero di visitatori, le guide devono essere prenotate almeno un mese prima della visita prevista.

È possibile prenotare una visita guidata con un educatore:

  • sul sito visit.auschwitz.org (fino a 5 giorni prima della visita)
  • via e-mail (2-5 giorni prima della visita – visita privata con educatore)

COME VISITARE IL CAMPO

Come detto in precedenza ci sono diversi modi per visitare il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. La maggior parte dei visitatori opta per un tour organizzato per comodità e per ottimizzare i tempi. E’ stata anche la nostra scelta e ci siamo trovati molto bene. In alternativa è comunque fattibile effettuare la visita in autonomia. Scopriamo di seguito i dettagli di ogni opzione.

E’ possibile visitare Auschwitz senza una guida, ma solo a determinati orari. In questo caso non ci saranno costi da pagare, ma è necessario prenotare il proprio slot d’ingresso sul sito. Dovrete cliccare sulla “Visit for individuals” e procedere con la prenotazione.

La pagina per controllare gli orari per le visite individuali ed effettuare la prenotazione è questa. Una volta scelta la data per la visita scorrete la pagina e troverete gli orari per voi alla voce “Tour for individuals without an educator“. L’orario di visita disponibile varia a seconda dei mesi.

Con questa tipologia di visita siete totalmente liberi da orari e potrete vivere l’esperienza seguendo le vostre sensazioni e i vostri tempi. Tuttavia, a meno che non siate degli esperti in materia, rischiate di perdere qualche dettaglio o approfondimento in più.

La visita guidata permette di approfondire il tema e conoscere la storia raccontata da veri e propri educatori, guide esperte certificate dal campo.

Le visite guidate di Auschwitz-Birkenau durano circa 3,5 ore (General Tours), in diverse lingue: polacco, inglese, italiano, ceco, tedesco, francese e slovacco.

La pagina per prenotare è sempre la stessa ma in questo caso, una volta scelta la data della visita, troverete diversi slot di orari con le visite guidate e a fianco la lingua utilizzata nel tour e i biglietti ancora disponibili.

Questa opzione è quella che consigliamo: i prezzi non sono eccessivi, si ha la possibilità di approfondire e i tempi di visita permettono di viversi a pieno l’esperienza; infine il lato logistico degli spostamenti (da Cracovia al campo e tra i due campi) e della prenotazione è totalmente gestito dalla compagnia che organizza il tour.

Inoltre, cosa da non sottovalutare, in questo modo è possibile acquistare i biglietti con minor anticipo senza il rischio di non trovarli (noi li abbiamo acquistati meno circa 5 giorni prima della visita effettiva).

Di tour ce ne sono tantissimi, ecco i migliori (i più venduti e valutati meglio):

Sconsigliamo i tour che prevedono nella stessa giornata la visita al campo e quella alle Miniere di Sale: a nostro parere entrambe le visite meritano il giusto tempo e la giusta importanza e visitarle nello stesso giorno vorrebbe dire non viverle appieno. E sarebbe semplicemente un peccato.

UN PO’ DI STORIA

In tutto il mondo, Auschwitz è diventato un simbolo del terrore, del genocidio e dell’Olocausto. Fu fondato dai tedeschi nel 1940, nei sobborghi di Oswiecim, una cittadina polacca che fu annessa al Terzo Reich dai nazisti. Il suo nome fu cambiato in Auschwitz, che divenne anche il nome del Konzentrationslager.

La ragione diretta dell’istituzione del campo fu il fatto che gli arresti di massa dei polacchi stavano aumentando oltre la capacità delle prigioni “locali” esistenti. Il primo trasporto di polacchi raggiunse il KL Auschwitz dalla prigione di Tarnów il 14 giugno 1940. Inizialmente, Auschwitz doveva essere un campo di concentramento cn le stesse funzioni di quelli che i nazisti avevano allestito fin dai primi anni Trenta. Ha svolto questo ruolo per tutta la sua esistenza, anche quando, a partire dal 1942, è diventato anche il più grande dei campi di sterminio dove è stata realizzata la “Endlösung der Judenfrage” (la soluzione finale della questione ebraica – il piano nazista per l’uccisione degli ebrei europei).

Il primo e più antico era il cosiddetto “campo principale”, in seguito noto anche come “Auschwitz I” (il numero di prigionieri oscillava intorno ai 15.000, a volte superava i 20.000), che fu allestito sui terreni e negli edifici delle caserme polacche di prima della guerra.

La seconda parte era il campo di Birkenau (che nel 1944 ospitava oltre 90.000 prigionieri), noto anche come “Auschwitz II”. I nazisti iniziarono a costruirlo nel 1941 sul sito del villaggio di Brzezinka, a tre chilometri da Oswiecim. La popolazione civile polacca fu sfrattata e le sue case confiscate e demolite. La maggior parte dell’apparato di sterminio di massa fu costruito a Birkenau e la maggior parte delle vittime fu uccisa qui.

I tedeschi isolarono tutti i campi e i sottocampi dal mondo esterno e li circondarono con recinzioni di filo spinato. Ogni contatto con il mondo esterno era proibito. Tuttavia, l’area amministrata dal comandante e pattugliata dalla guarnigione del campo delle SS andava oltre il terreno racchiuso dal filo spinato. Comprendeva un’area aggiuntiva di circa 40 chilometri quadrati (la cosiddetta “Interessengebiet” – zona di interesse), che si estendeva intorno ai campi di Auschwitz I e Auschwitz II-Birkenau.

La popolazione locale, polacchi ed ebrei, che viveva nei pressi del nuovo campo, fu sfrattata nel 1940-1941. Circa mille delle loro case furono demolite. Altri edifici furono assegnati a ufficiali e sottufficiali della guarnigione SS del campo, che a volte venivano qui con le loro intere famiglie. Gli impianti industriali prebellici della zona, rilevati dai tedeschi, furono in alcuni casi ampliati e in altri demoliti per far posto a nuovi impianti legati alle esigenze militari del Terzo Reich. L’amministrazione del campo utilizzò la zona intorno al campo per l’assistenza tecnica ausiliaria, le officine, i magazzini, gli uffici e le caserme delle SS.

COSA VEDERE

Ad Auschwitz I trovate il Museo del Memoriale dell’Olocausto, diviso tra i vari blocchi, ovvero gli edifici in muratura rimasti per lo più intatti che costituivano il suo nucleo centrale e amministrativo.

L’ingresso del campo è tristemente famoso in tutto il mondo, il cancello in ferro con sopra la cinica scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi), dopodiché l ‘atmosfera sembra quasi tranquilla,”normale”, anche se molti elementi aiutano a capire ciò che invece accadeva realmente qui: in primis il filo spinato e le torrette di avvistamento e in secondo luogo tutti i reperti custoditi in ciascun blocco. Foto segnaletiche dei prigionieri del campo, oggetti personali in enormi quantità (valigie, occhiali, scarpe, protesi per le gambe, strumenti di uso quotidiano).

Mentre Auschwitz I assomiglia a una semplice prigione, Birkenau è un vero e proprio campo di sterminio: l’unico obiettivo qui era lo sterminio dell’intero popolo ebraico.

Nonostante il tentativo dei nazisti di nascondere le prove dei loro crimini (all’inizio del 45 fecero saltare in aria diverse caserme e i forni crematori) è possibile percepire il funzionamento e le modalità utilizzate dai nazisti in quegli anni e soprattutto constatare l’estensione e la grandezza del campo, che arrivò a ospita più di 100 mila persone.

Non voglio dilungarmi nel racconto perchè non serve anticiparvi ciò che vedrete, non si è mai pronti per certe cose. In generale i due campi sono molto diversi e raccontando la stessa storia riescono a suscitare sensazioni e riflessioni che restituiscono un quadro chiaro e completo della triste storia dell’Olocausto.

Bene! Questo il racconto della visita ad Auschwitz con qualche consiglio per organizzarla al meglio, secondo le vostre necessità e preferenze. Per un approfondimento sulla città di Cracovia consultate il resto della sezione dedicata alla Polonia. Abbiamo viaggiato tanto e continueremo a farlo e il nostro scopo è diffondere informazioni reali e basate sulla nostra esperienza diretta, raccontando pro e contro dei paesi che abbiamo visitato e che ci hanno dato tanto, sia nel bene sia a volte nel male.

Seguite le nostre avventure e i nostri video informativi sul canale Youtube Fai buon viaggio e raggiungeteci sui nostri social, dove condividiamo la nostra quotidianità in giro per il mondo. In questo modo potrete vedere coi vostri occhi i posti che visitiamo e il nostro modo di viaggiare, e tutto ciò che a parole vogliamo raccontarvi anche qui.

2 commenti a “VISITA AD AUSCHWITZ-BIRKENAU

  1. Ciao, vorrei chiederti una informazione sul tour Auschwitz/Birkenau.
    Siamo in due e vorremmo farlo in autonomia, senza guida. È possibile secondo te prenotare un biglietto, magari anche con il salta fila e avere l’audioguida in italiano?
    Ho provato a cercare nel sito ma non ho capito se è possibile
    Grazie Silvia

    1. Ciao! Allora è possibile visitare il sito in autonomia (noi ad esempio eravamo in un gruppo ma abbiamo visitato da soli il campo)..voi vorreste prenotare direttamente sul sito oppure acquistare un tour e poi procedere da soli?

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